Blog


LA MANOVRINA FISCALE DELL’11 APRILE 2017

LA MANOVRINA FISCALE DELL’11 APRILE 2017
Enzo La Rosa Apr 19, 2017 fiscale, fiscalità, fisco, impresa, IVA, imposte

Martedì 11 aprile un decreto legge, detto giornalisticamente “manovrina”, ha apportato delle modifiche significative alla normativa IVA. Un decreto legge come sappiamo entra in vigore subito, fatta salva la conversione in legge che deve avvenire nei 60 giorni successivi.

Una delle novità riguarda la detraibilità dell’IVA sulle fatture di acquisto.

Sappiamo che il diritto all’esercizio della detrazione Iva sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile, salvo, limitazioni alla detrazione di carattere soggettivo od oggettivo.
L’esigibilità coincide con il momento di effettuazione dell’operazione, individuato dall’articolo 6 del DPR 633/1972.

In base alla normativa precedente l’entrata in vigore della nuova norma, se l’acquirente non avesse esercitato il diritto alla detrazione nel momento di esigibilità dell’imposta lo stesso si poteva esercitare «con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo».
Facciamo un esempio: si supponga che un soggetto passivo d’imposta abbia ricevuto una fattura nel mese di Ottobre 2016 ma che non abbia esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta. Con la vecchia norma la parte acquirente poteva esercitare il diritto alla detrazione, registrando la fattura, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva relativa al 2018, che sarà presentata, fermo restando le attuali scadenze, entro la fine del mese di aprile 2019.

Con l’attuale norma essendo stato cambiato il secondo capoverso dell’articolo 19, comma 1, del DPR 633/1972, il diritto alla detrazione dell’Iva può essere esercitato, al più tardi, «con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo». Quindi, con riferimento all’esempio sopra proposto, la detrazione dell’Iva relativa a una fattura ricevuta nel mese di ottobre 2016 avrebbe potuto essere esercitato, entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa al 2016, ossia entro il 28 febbraio 2017.

Pertanto, in parole povere, la detrazione potrà essere sostanzialmente esercitata entro la fine del mese di aprile dell’anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto.

In conclusione: per tutte le operazioni per le quali l’imposta era divenuta esigibile nel corso del 2015 e del 2016, ma per le quali, alla data dell’11 aprile 2017 non è ancora stato esercitato il diritto alla detrazione, la detrazione stessa si perderà.

Viene poi modificato anche l’articolo 25, comma 1, del DPR 633/72, che stabilisce che i documenti di acquisto devono essere registrati anteriormente alla liquidazione periodica nella quale si vuole esercitare la detrazione e, in ogni caso, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva «relativa all’anno di ricezione della fattura», facendo, però, riferimento al medesimo anno in cui l’imposta è divenuta esigibile.

Stretta sulle compensazioni

Tra i cambiamenti occorre rilevare quello relativo alle compensazioni sia per le imposte dirette ( vale a dire quelle imposte relative alla dichiarazione dei redditi) che per l’Iva.

Prima della manovrina il visto di un professionista abilitato era necessario solo per le compensazioni oltre i 15mila euro. Con l’entrata in vigore delle nuove norme sarà necessario il visto già oltre i 5mila euro. Chi procedesse ad effettuare compensazioni senza il necessario visto o con visto effettuato da persona non abilitata potranno incorrere, da parte gli uffici dell’agenzia delle Entrate, nel recupero delle somme indebitamente compensate con applicazione delle sanzioni.

Anche sull’Iva la compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno e per importi superiori a 5mila euro annui può essere effettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge. Vale lo stesso principio già richiamato: occorre il visto ( vale a dire una dichiarazione di responsabilità ) da parte di un professionista abilitato pena il recupero di quanto compensato e l’applicazione di sanzioni.

Ricerca Articoli

Ultimi Articoli

Top