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La prova delle cessioni extra UE e intra UE

La prova delle cessioni extra UE e intra UE

La prova delle cessioni extra UE e intra UE

Come sappiamo  sia le vendite all’estero nei paesi extra UE, sia quelle effettuate nei confronti dei paesi UE non sono assoggettate ad IVA

Questo in base a due diverse casistiche: 

- Se la cessione viene effettuata verso un cliente extracomunitario – sia esso privato o soggetto passivo IVA; 

- Se la cessione viene effettuata verso un cliente intracomunitario, la norma classifica l’operazione come cessione intracomunitaria, la cui disciplina Iva varia in base all’acquirente.

Detto questo a noi interessa mettere a fuoco gli accorgimenti, le prove che il contribuente deve provvedere a costituire al fine di evitare che una possibile verifica di un ufficio tributario possa, in mancanza della idonea documentazione, accertare a carico del contribuente non attento l’ammontare di IVA, oltre alle sanzioni, relativo alle operazioni con paesi esteri, sia UE che extra UE che giustamente non è stata applicata.

E questo perché il contribuente deve fornire la prova che effettivamente la merce è stata inviata all’estero.

Prova dell’avvenuta esportazione

L’art. 8,  1° comma lettera b) DPR 633/72 stabilisce che costituiscono cessioni all’esportazione “le cessioni con trasporto o spedizione fuori del territorio della Comunità Economica Europea entro 90 giorni dalla consegna, a cura del cessionario (cioè colui che acquista) non residente o per suo conto… l’esportazione deve risultare da vidimazione apposta dall’ufficio doganale o dall’ufficio postale sull’esemplare della fattura.”

Importante: in assenza della prova dell’avvenuta esportazione dei beni nei termini di legge (90 giorni), scatterà automaticamente la presunzione dell’immissione nell’ambito del territorio nazionale e pertanto l’applicazione dell’IVA e le sanzioni di legge.

Il nuovo sistema doganale E.C.S.  prevede cambiamenti sostanziali relativamente alla prova dell'avvenuta esportazione.

Con la nuova procedura, nel DAE (documento di accompagnamento all'esportazione) è riportato il codice MRN (movement reference number). Tale documento è rilasciato dalla dogana di esportazione allo spedizioniere o direttamente all'esportatore e scorta la merce da questa dogana alla dogana d'uscita. 

Anche se la documentazione dell’avvenuta esportazione può essere reperita attraverso uno specifico archivio elettronico è bene che l’esportatore abbia una copia cartacea del DAE che attesta l’avvenuta esportazione.

La prova delle cessioni intracomunitarie

E’ importante sottolineare che l'onere della prova di avvenuta cessione intracomunitaria  incombe sul soggetto che richiede la non imponibilità IVA ovvero il venditore intracomunitario.  Il fatto che abbia agito in buona fede non lo esime dall’essere soggetto al recupero dell’IVA e delle sanzioni.

L’agenzia delle entrate  ha scritto che il documento di trasporto (DDT), ai fini della prova basta a dimostrare l’uscita dei beni dal territorio dello Stato, ma indica anche che la ditta cedente ha il preciso obbligo di conservare gli  elenchi INTRASTAT, le  fatture e  la documentazione bancaria dalla quale possa risultare l’ammontare di quanto è stato riscosso  per le cessioni  intracomunitarie effettuate.

Va conservata inoltre la copia dei  documenti che sono intercorsi tra le parti contraenti e che sono sfociate nelle cessioni.

La stessa Agenzia delle Entrate ammette come prova ha la lettera di vettura che indica il luogo di partenza della spedizione avvenuta nel territorio dello Stato e il luogo di destinazione nello Stato membro di arrivo dei beni, senza richiedere l’attestazione di colui che compra relativa all’arrivo dei beni nello Stato di destinazione. 

Un caso particolare, nelle cessioni intracomunitarie,  si ha quando il trasporto è a cura di colui che compra. Questa fattispecie si verifica spesso nell’ambito di alcuni grossisti, che ricevono la visita  di clienti intracomunitari che scelgono merci di loro gradimento che caricano sul loro furgone o sulla loro auto.
La ditta cedente deve controllare il  numero identificativo IVA comunicato dal cliente e farsi sottoscrivere una dichiarazione dell’intenzione di trasportare i beni in altro Stato membro UE. 
Il  controllo della partita IVA comunitaria può essere effettuato on line sul sito dell’Agenzia delle Entrate - Servizi Online - Servizi fiscali - Controllo delle partite IVA comunitarie.

Nelle  cessioni “franco fabbrica” con trasporto a cura dell’acquirente l’Agenzia delle entrate accetta come prova dell’avvenuta cessione intracomunitaria  una dichiarazione inviata dal cliente intracomunitario su propria carta intestata che attesti la circostanza che  la merce  è effettivamente pervenuta a destinazione nell’altro Stato membro.

Un caso particolare si ha, sempre nell’ambito del trasporto a cura dell’acquirente,  relativamente al pagamento. Spesso i compratori intracomunitari fanno il giro di alcuni grossisti chiedendo di pagare in contanti.
I clienti italiani sono allettati dal pagamento contanti che però non può essere superiore a 3.000,00 Euro, ma così facendo perdono la possibilità di poter fornire al fisco una prova importante di avvenuta cessione intra UE costituita dalla tracciabilità del pagamento. 

Ricordiamo che i requisiti base di una cessione intracomunitaria da considerare sono:

  • L’effettiva acquisizione della proprietà del bene da parte dell’acquirente;
  • Parte venditrice e parte acquirente sono soggetti passivi IVA titolari quindi di partita IVA;
  • L’onerosità della cessione, vale a dire che la merce deve essere venduta a fronte di un pagamento;
  • Lo spostamento effettivo della merce dall’Italia a uno stato membro UE

Sempre in tema di prova dell’avvenuta cessione intracomunitaria gli i esempi che seguono costituiscono una prova perfetta:

- Lettera di vettura CMR (Convention des Marchandises par Route), firmata dal vettore e dal destinatario;

- AWB (Air Waybill): Documento di trasporto aereo compilato dalla compagnia aerea (vettore), su indicazioni del venditore ;

- CIM (Convenzione Internazionale per le Merci in ferrovia) : Lettera di vettura ferroviaria attestante  il trasporto della merce su rotaia, sia per il trasporto nazionale che internazionale;

- B/L (Bill of lading): Documento di trasporto marittimo (polizza di carico) rilasciato dal vettore al momento dell'imbarco della merce sulla nave: è il solo documento di trasporto il cui trasferimento determina anche la traslazione dei diritti sulla merce oggetto di trasporto

Ricordiamo che la prova da parte del venditore può essere acquisita in qualsiasi momento, non solo al momento della cessione ma anche successivamente e comunque sollecitamente ad evitare la procedura di infrazione fiscale.

 

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