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Reddito d’impresa. IRES al 24% e determinazione dell’Irpef sui dividendi.

Reddito d’impresa. IRES al 24% e determinazione dell’Irpef sui dividendi.
Enzo La Rosa Jul 07, 2017

Dal 2017 i redditi delle società di capitali sconteranno la nuova aliquota Ires nella misura ridotta del 24% (come disposto dalla legge 208 del 2015).
La questione che però va presa in considerazione è che alla riduzione dell’aliquota delle società corrisponderà un conseguente aumento della tassazione ai fini Irpef quando questi saranno distribuiti ai soci.
Insieme alla tassazione dei dividendi ci saranno anche altri spetti del sistema tributario che saranno aggiornati automaticamente.
Il più rilevante riguarda le quote delle plusvalenze qualificate, e la previsione di applicare ai dividendi distribuiti da società italiane a società estere una ritenuta dell’1,20%.

Analizziamo più in dettaglio queste modifiche:

Per i dividendi
Le partecipazioni qualificate (visto che quelle non qualificate continuano ad avere una ritenuta finta nella misura del 26%) sono quelle che subiscono le principali modifiche.
Questeconcorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF complessivo del socio limitatamente al 49,72%.
Adottando la logica del calcolo che determina la parte imponibile pari al 49,72% alla nuova aliquota IRES risulta che la parte di dividendi dei soci con partecipazioni qualificate dovrebbe attestarsi al 58,14% che riguarderà gli utili prodotti nel 2017.

Il capital gain

A differenza dei dividendi la tassazione relativamente alla tassazione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni. Chi realizza una plusvalenza su partecipazione qualificata saranno assoggettate ad imposizione con la percentuale del 58,14% della plusvalenza stessa. 

Considerando che in caso di applicazione dell’aliquota marginale massima la tassazione passa dal 21,28 al 25% chi ha intenzione di cedere una partecipazione avrà convenienza ad anticipare l’operazione per non subire questo aggravio.

La nuova percentuale sarà applicata a tutte le plusvalenze realizzate che derivano da atti di cessione stipulati dopo l’entrata in vigore del decreto attuativo; per le cessioni avvenute prima dell’entrata in vigore del provvedimento la tassazione con le percentuali precedenti (del 40 o del 49,72%) sarà applicata anche alle rate di plusvalenza incassate in periodi successivi. 

Quindi la data in cui avviene la cessione è legata alla percentuale di rilevanza fiscale delle plusvalenze, mentre le rate in cui saranno incassate le rate di corrispettivo determineranno il periodo di imposta per la quale sarà applicata la percentuale da applicare per un corretto calcolo die redditi imponibili.

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