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La "nuova "Agenzia delle Entrate potrà pignorare direttamente il conto corrente

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Enzo La Rosa Jul 10, 2017

Con il passaggio dal primo di luglio da Equitalia alla “nuova” Agenzia delle Entrate di tutte le azioni relative alla riscossione, la sgradevole novità per i contribuenti, è che l’Agenzia avrà accesso ai nostri conti correnti bancari sui quali potrà esercitare il possibile pignoramento degli stessi.

Il nuovo iter dell’Agenzia potrà avvenire in maniera diretta, senza cioè che vi sia l’obbligo di richiesta di autorizzazione del giudice. Saranno bloccate le somme presenti sul conto del debitore e rigirate alle casse del Fisco con l’obiettivo di coprire gli importi che il contribuente deve versare all’Agenzia.

Oltre al conto conto corrente l’Agenzia potrà avere accesso anche alla banca dati dell’INPS, con il fine di raccolta di dati relativi ad eventuali rapporti di lavoro del soggetto debitore per procedere eventualmente anche al pignoramento dello stipendio o della pensione.

Come fare in caso di pignoramento?

Chi abbia ricevuto la notifica di pignoramento del conto corrente, ha tempo 2 mesi (60 giorni) dalla notifica per presentare la richiesta di rateizzazione. Al momento dell’accettazione della richiesta sarà sbloccato il conto corrente. In caso di superamento dei termini previsti, senza aver provveduto al contenzioso tributario, l’Agenzia potrà pignorare immediatamente quanto dovuto ancor prima di notificarlo al contribuente.

Se il debitore continua a non pagare l’intero importo sarà prelevato dal conto corrente senza che vi sia necessità della preventiva approvazione da parte del giudice.

Ci sono alcuni beni soggetti a delle limitazioni al pignoramento, come gli immobili, lo stipendio e la pensione, l’automobile qualora si a dimostrato che il suo utilizzo sia indispensabile per lo svolgimento dell’attività lavorativa e le polizze vita.

Il procedimento d’incasso comunque non è automatico. Dalla ricezione della avvidi di sollecito possono trascorrere 60 giorni, decorsi i quali iniziano le procedure esecutive.

Con questa azione si è dato un giro di vite forte alla possibilità del contribuente di gestire i propri debiti con il fisco. A parere dello scrivente è l’ennesimo inasprimento a scapito di coloro che cercanodi pagare tutto ma si trovano, loro malgrado, in difficoltà. Purtroppo il Fisco italiano non svolge un’azione di collaborazione con il contribuente ma solo azioni coercitive di forzatura. 

Sarà importante a questo punto prestare la massima attenzione alla ricezione delle cartelle esattoriali e alla loro verifica di correttezza. Purtroppo gli errori di calcolo fatti dall’Agenzia devono essere verificati dal contribuente a cui spetta l’onere di provare la non sussistenza delle cifre richieste, in questo senso il supporto dei vostri professionisti diventa indispensabile.

 

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